Storia del design – 1945/1965

L’Italia, come gli altri paesi europei, uscì dalla guerra trovando la supremazia degli Stati Uniti sul mercato mondiale; il governo americano riuscì a riunificare il mercato internazionale grazie ai massicci aiuti ricevuti dall’Europa(concretizzati in Italia dal Piano Marshall del 1947) e il dollaro divenne la moneta di riferimento e l’America lo stile di vita di riferimento per il mondo occidentale. Nel 1946 la Triennale di Milano organizzò la mostra RIMA(Riunione italiana per le mostre di arredamento), dove giovani architetti impegnati nella progettazione di singoli arredi o alloggi tipo furono invitati a partecipare: si trattava del BBPR, e degli architetti Ignazio Gardella, Carlo De Carli, Vico Magistretti e Gabriele Mucchi, che proposero un repertorio di arredi producibili in serie e pensati per case minime con spazi sfruttati in modo razionale.

Il 1947 è l’anno della VIII Triennale di Milano, dove la sezione sull’arredamento, diretta da Piero Bottoni, è curata da Franco Albini e Luciano Canella insieme ad Anna Castelli Ferrieri, Ettore Sottsass e altri.

Dal 1948 quando, come osserva François Burkhardt (premio Compasso d’oro internazionale 2011):

È da quest’anno che il made in Italy comincia a conoscere il suo successo a livello internazionale. Viene però brevettata due anni prima, nel 1946, la Vespa V98 farobasso della Piaggio, dell’ingegnere elicotterista Corradino D’Ascanio, che sancisce l’inizio del successo de scooter, un nuovo mezzo di trasporto per gli spostamenti di breve/media distanza. È invece del 1947 la sua eterna rivale, ovvero la Lambretta della Innocenti, disegnata daCesare Pallavicino e Pierluigi Torre.