Tizio: da lampada professionale ad oggetto di culto

Il successo della lampada Tizio era una condizione inevitabile.

L’idea innovativa, si univa a delle forme armoniche, ad un’estrema funzionalità e ad un equilibrato rapporto qualità-prezzo. Si capì da subito che sarebbe stata un’icona indiscussa del design.

La realizzazione di questa lampada avvenne ad opera di Richard Sapper, nel 1972.

Il concept, nato da una collaborazione professionale tra Sapper ed Ernesto Gismondi, titolare e fondatore di Artemide, era molto semplice: bisognava creare una lampada da scrivania a luce diretta e concentrata, la cui base non occupasse eccessivo spazio e che fosse orientabile e leggera.

Sapper trovò una soluzione perfetta. Pose il trasformatore alla base, il quale alimentava la lampadina attraverso bacchette e bottoni che, oltre ad avere una funzione strutturale, fungevano da conduttori di corrente senza i tradizionali fili elettrici.

Decisamente centrata anche la forma: un supporto cilindrico, due contrappesi e una testina-riflettore a doppia parete, che ne garantiva il raffreddamento.

Dagli anni ’70, nonostante fosse stata concepita per uno professionale, la Tizio è entrata a far parte degli allestimenti delle più prestigiose abitazioni e non è mai andata fuori produzione.

Il nome? Lo propose Gismondi, affermando che questo prodotto avrebbe avuto il consenso di Tizio, Caio e Sempronio, e quindi avrebbe soddisfatto chiunque.

Approfondendo il tecnicismo, la lampada è prodotta in metallo, rifinito con un leggerissimo rivestimento di nylon, rafforzato con fibra di vetro ed è costituita da due coppie di bracci paralleli che permettono un’ampia serie di posizioni. La stabilità di queste posizioni è determinata da contrappesi in acciaio fissati alle estremità delle coppie di bracci.

In termini di illuminazione, Tizio è dotata di una lampada alogena a 12 Volt, alimentata da una corrente continua che passa attraverso i bracci metallici. Tale tensione non crea pericolo di folgorazione all’utente in caso di contatto con i bracci.

La base è un cilindro che contiene il trasformatore a bassa tensione (12 Volt) il quale è poggiato su una piatto girevole che permette una rotazione di 42° a destra e a sinistra. Sulla facciata superiore della base c’è un interruttore che permette di accendere la lampada con due intensità differenti. Sulla base sono applicate, con dei rivetti, due fasce metalliche per l’ancoraggio dei bracci. Questa soluzione rende superfluo l’utilizzo di cavi elettrici che ne comprometterebbero la resa estetica lineare e pulita della lampada.

 

 

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